Villa Romana di Casignana : “un mondo a colori” di Ida Luigia Tedesco

Amici cari ben ritrovati,
voglia di mare, sole, profumi, voglia di posti incredibili in un’altra giornata di questa nuova “normalità?

Vi porto con me a spasso nel tempo, in un luogo straordinario scoperto quasi per caso in una delle mie domeniche da girovaga studentessa fuori sede, una di quelle giornate lontana da casa in cui il cuore aveva bisogno di riempirsi di bellezza…

Siamo sulla costa dei Gelsomini, incantati da un mare cristallino e da interminabili spiagge bianche e selvagge, in quel lembo di terra scelto secoli fa dai Locresi accompagnati fin quaggiù dal soffio di Zefiro. Qui l’aria profuma di gelsomino e zagara sussurrando gesta di eroi lontani, fra macchie di oleandri, fichi d’india e borghi custoditi tra le pieghe delle montagne, raggiungiamo la Villa Romana di Casignana.

Ricordo l’emozione provata la prima volta che arrivai fin qui, da lontano intravedevo solo una fredda tettoia, avvicinandomi mi ritrovai improvvisamente immersa in un “mondo colorato”… Siamo di fronte ad uno dei più importanti siti archeologici della nostra terra, un grande complesso residenziale e termale di epoca romana appartenuto forse ad un console o ad un ricco proprietario terriero.

Il toponimo del luogo è “contrada Palazzi” e sentendolo la mente fantastica ricomponendo fastose dimore in cui i ricchi dignitari romani trascorrevano le loro giornate.

La villa, scoperta casualmente nel 1963 durante i lavori per la costruzione di un acquedotto, venne realizzata nel I secolo d.C., abitata fino al IV-V, sull’antica strada di collegamento tra Reghion e Locri Epizefiri. La nostra passeggiata comincia attraverso una passerella che ci trattiene sospesi su migliaia di tessere colorate, composte sapientemente insieme a creare un tappeto musivo di una bellezza straordinaria. Siamo all’interno del complesso termale e percorriamo a ritroso quel cammino quasi rituale che gli abitanti della casa seguivano da un ambiente all’altro, dal calidarium al frigidarium passando per il tepidarium.

Il nostro sguardo, rapito da geometrie colorate e figure fitomorfe, si ferma su un affollato Thiasos marino, un corteo di Nereidi in groppa ad animali con code di pesce, sembra quasi di sentire le loro voci mentre accompagnano Poseidone nel suo viaggio verso il mare. Il lungo corridoio musivo, che un tempo collegava le terme alla residenza, custodisce ancora le figure di Bacco e Marsia accanto ad un carro trainato da tigri. Raggiungiamo la dimora affacciata sul mare e ricostruiamo intorno a noi gli antichi ambienti che proteggevano il prezioso “tappeto”, un Bacco ebbro sorretto da un satiro, splendidi volti di donna a simboleggiare le stagioni, e chissà quante e quali altre figure. Immaginiamo decorazioni sfarzose, marmi pregiati, statue ed intonaci dipinti, risentiamo le voci di quando la vita risuonava tra queste mura…

Amici, una meraviglia? No, di più! Questo è un altro di quei luoghi capaci di cancellare in un momento tutto l’oggi che ci circonda e di riportarci indietro nel tempo…

Di Ida Luigia Tedesco

Foto di Gianni Termine

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