Le dolci note della Paisiello Symphonic Band chiudono la VII edizione della Stagione Concertistica

«Dolci note che fanno riemergere lo spirito bambino. L’orchestra con tanti strumenti in armonia è per definizione condivisione, inclusione, solidarietà», queste le parole dell’assessore Alessia Alboresi a margine dell’ultimo appuntamento della VII edizione della Stagione concertistica Città di Corigliano-Rossano, tenutosi domenica 18 dicembre presso la Chiesa dei Santi Nicola e Leone a Corigliano Scalo con il concerto “Christmas’s song” della Paisiello Symphonic Band diretta dal M° Antonio Ricciardi. «Chiudiamo la stagione concertistica e apriamo ufficialmente le festività natalizie – continua l’assessore –  la città è pronta per i festeggiamenti del Santo Natale e dell’ultimo dell’anno. Questa gioia si unisce a quella derivante dall’Argentina, poiché tanti calabresi vi sono immigrati, la vittoria è quindi anche nostra. Si è consolidata una stagione concertistica di altissimo livello i concerti rientravano nel bando eventi lanciato dall’amministrazione a maggio e che ha coperto un periodo il periodo di tempo appena conclusosi. A gennaio – conclude la Alboresi –  uscirà il nuovo bando eventi, frutto della sinergia tra amministrazione e associazionismo. Siamo pronti ad organizzare tutto l’anno 2023, sicura che quest’Orchestra tornerà ad allietarci».

La Paisiello Symphonic Band nasce nel 2015 dalla volontà dell’allora Direttore del Conservatorio “Giovanni Paisiello” Maestro Lorenzo Fico e del Maestro Rocco Cetera, attualmente confermata dal Direttore Maestro Gabriele Maggi. Ed è proprio quest’ultimo che rammenta l’universalità a cui serate del genere aspirano: «L’augurio è che lo spirito di bontà infuso dalle sinfonie natalizie possa accompagnarci tutto l’anno. La musica è il veicolo privilegiato per ottenere ciò, stiamo cercando infatti di portare la musica ovunque sia possibile». Il Direttore Maggi si serve della musica per sbrinare i cuori intaccati da anni storicamente brutti, guarda al futuro ma inevitabilmente parte dal presente: «Sono tempi duri e difficili sotto tutti i punti di vista. I messaggi che arrivano dai social, dai media e dalla Tv sono negativissimi. L’unica arma che abbiamo contro di loro è l’arte, la musica, la poesia, il bello. Ed è proprio questo che dobbiamo divulgare, messaggi positivi, educazione del bello. Dobbiamo reimparare a stare insieme. Questo ci aiuterà ad andare avanti davvero».Rivolge poi un appello accorato ai genitori, fari dei giovani artisti che si sono esibiti: «Noi genitori dobbiamo imparare a selezionare attività da proporre ai nostri figli ed educarli al bello. Studiare musica è il regalo più bello che possiamo fare loro. Noi ci sentiamo un unico corpo, guardiamo tutti sul mare, questo ci dà una visione più ampia delle cose».

Le sue non sono solo parole, si rifà alle proprie azioni: «Noi diamo forse anche l’esempio, due realtà – Istituto e Conservatorio – che si mescolano, condividono e invitano alla condivisione: le distanze non esistono, si può stare insieme in tanti modi, la musica è uno di questi. Che la serenità di questo periodo – conclude – sia il preludio di un mondo migliore e non solo una parentesi felice».

Ricordiamo che attualmente la Paisiello Symphonic Band è preparata e diretta dal Maestro Antonio Ricciardi, docente della classe di Trombone del Conservatorio “Giovanni Paisiello”, anche lui forte della valenza umana della musica: «La musica è un modo per aggregarsi, per fare gruppo: la cosa più importante è rispettare il ruolo perché all’interno di una symphonic band come la nostra, ogni strumento ha uguale importanza».

Il Direttore dell’Istituto musicale Chopin, il M° Giorgio Luzzi, mostra in viso la stessa commozione del collega e ne condivide il senso ultimo della medesima arte: «Sono davvero orgoglioso della stagione concertistica e del concerto finale che è stato veramente stratosferico. Una stagione abbastanza lunga che ha soddisfatto tutti i gusti poiché ha abbracciato la musica classica, il pop, il jazz e il coro. Il pubblico ha apprezzato tutto ciò, e anche noi. La fatica dell’organizzazione – termina – è necessaria e vale tutto. La nostra collaborazione continuerà».

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